Start-Up innovative: definizione e requisiti

Pubblicato il 15 gennaio 2014 · Start Up Innovative

Start-up innovative-definizioneuntitled

Recentemente la disciplina delle Start-Up innovative, introdotte per la prima volta nell’ordinamento italiano dal D.L. 179/2012 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (convertito con modifiche dalla L. 221/2012), è stata oggetto di una serie di interventi legislativi volti a modificarne i requisiti e a prolungare nel tempo i benefici accordati.

Si è di fronte a una normativa in fieri, che cerca di adeguarsi allo scenario imprenditoriale italiano ed europeo, al fine di favorire l’investimento in imprese innovative, mentre questa particolare categoria societaria è in continua espansione ed alla data del 9 settembre si contano 1.114 Start-up innovative, iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese.

Dal momento che per ottenere i benefici riservati alle imprese innovative è necessario che queste siano iscritte in una sezione speciale del Registro delle imprese, è importante analizzare i nuovi requisiti di accesso alla categoria delle Start-up innovative.

L’art. 25 del D.L. 179/2012 fornisce la definizione di Start-up innovativa, nella quale rientrano le srl (compresa la nuova forma di srl semplificata o a capitale ridotto), le spa, le sapa e le società cooperative che possegano i seguenti requisiti:

  • la società deve essere costituita e operare da non più di 48 mesi;
  • deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;
  • non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

L’originario requisito secondo cui la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria doveva essere detenuto da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi, è stato soppresso dal D.L. 76/2013 (“Decreto Lavoro) al fine di incentivare l’investimento da parte di altre società nelle Start-up innovative.

Accanto ai requisiti sopra indicati, l’aspirante start-up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  • sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15 per cento del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione;
  • impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro ovvero in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva di personale in possesso di laurea magistrale;
  • essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale.

Una novità importante per chi volesse investire in Start-up innovative riguarda la disciplina degli incentivi fiscali, che vengono prorogati fino al 2016 (2015 nel testo originario). Tali incentivi avranno validità sia per gli investimenti diretti, sia per quelli indiretti, effettuati cioè per il tramite di altre società che investono prevalentemente in Start-Up. E’ prevista una maggiorazione del beneficio fiscale se l’investimento interessa una Start-Up a vocazione sociale o operante nel settore energetico.

Infine le Start-Up Innovative potranno godere di una maggiorazione dei contributi previsti dalla misura gestita da Invitalia  Smart e Start.

Smart e Start è l’incentivo per le nuove imprese del Mezzogiorno che puntano su innovazione, utilizzo delle tecnologie digitali e valorizzazione dei risultati della ricerca.
Smart e Start ha una dotazione complessiva di 190 milioni di euro e si articola in due misure:

  • Smart, contribuisce a coprire i costi di gestione sostenuti nei primi anni di attività aziendale per tutte le nuove imprese che propongano modelli di business innovativi e orientati a raggiungere nuovi mercati o a intercettare nuovi fabbisogni.
  • Start, contribuisce a coprire le spese per l’investimento iniziale, per le nuove imprese che intendono operare nell’economia digitale e/o valorizzare economicamente i risultati della ricerca, pubblica e privata.

Solo per le Start-up innovative, i due incentivi – Smart e Start – sono cumulabili, fino ad un massimo di 500.000 € in quattro anni.

La documentazione può essere scaricata cliccando qui

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

InResLab


©RIPRODUZIONE RISERVATA


Contattaci per saperne di più